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Il vasto territorio dei Maya era costellato di tante piccole entità separate; sono queste le città-stato, paragonabili alle poleis greche per alcune caratteristiche riguardanti più la struttura della città che non la struttura gerarchica. Dalle polis greche prendeva modello anche la conformazione della struttura urbana: era infatti presente l’acropoli rialzata su di una piattaforma artificiale su cui si trovavano i più importanti edifici nei quali si praticavano attività religiose e amministrative, pertanto l’acropoli è da considerarsi il centro della vita sociale ed economica del paese. Le città si costituivano dapprima come centri cerimoniali, poi divennero anche centri residenziali e politici.
Tra i vari edifici che sono stati ritrovati nella città vi sono le piramidi, le quali venivano costruite con uno schema molto semplice, comprendente un cortile rettangolare circondato da edifici su tre o quattro lati; esse svolgevano funzioni varie quali quelle di culto religioso (sono tipiche infatti le piramidi tronche che ospitavano sulla loro sommità piccoli templi per i sacrifici religiosi). Le piramidi venivano pure utilizzate come osservatori astronomici e, in alcuni casi, anche come tombe.
All’esterno della città i contadini lavoravano la terra per provvedere all’approvvigionamento dell' intera popolazione urbana appartenente a qualunque classe sociale. All’apice della piramide gerarchica maya si trovava un re sacerdote che aveva pieni poteri su tutti i suoi sottoposti ed era venerato come un dio; sotto il monarca si trovavano i nobili/funzionari e una potente classe sacerdotale; queste due agiate classi erano sempre in lotta per il potere e spessissimo questi scontri per la conquista dell’egemonia nella città finivano in grandissimi spargimenti di sangue senza poi che nessuno (né nobili, né sacerdoti) riuscisse ad ottenere il proprio scopo e quindi l’esito di queste continue guerre, che possono sembrare lotte tra feudatari, non portava a nulla.
Nei gradini più bassi della società Maya si trovavano i mercanti, i contadini e per ultimi (in tutti i sensi) gli schiavi. La società maya era dunque di tipo statuale poiché presentava una struttura complessa e una popolazione , divisa in classi, stratificata.  Le forme di governo erano di tipo assoluto e il re dominava su varie caste che, un po' come nei paesi di religione induista, determinavano la posizione sociale di un individuo e il suo conseguente modo di comportarsi rispetto alle altre classi sociali e alle molte divinità. La società maya era di tipo statuale: l’organizzazione politico-sociale dei Maya era complessa, articolata e  (come spesso nelle società antiche e medievali) incentrata sulla figura di un re, che era un re-sacerdote e di conseguenza la forma di governo era di tipo teocratico.

GERARCHIA

IL RE

A capo della città-stato il monarca (o hàlac uinic = "vero uomo") aveva pieni poteri nei settori legislativo, esecutivo e giudiziario ed era anche considerato e, di conseguenza, venerato come un semidio analogamente ai re dei grandi imperi; questa importante carica religioso-amministrativa non era elettiva (cosa che sarebbe stata veramente atipica per una società antica che peraltro non conosceva neanche la democrazia, dono lasciato a noi dai Greci) bensì ereditaria (cosa più consueta allora).

SACERDOTI

Le altre classi sociali principali, più simili a quelle delle antiche società marginali del Mediterraneo, sono ad esempio quella dei sacerdoti ai quali spettava, oltre che compiti amministrativi della città, anche la pratica dei riti e dei sacrifici religiosi (cosa che li accomuna molto con il sovrano) che venivano compiuti sull’acropoli.

NOBILI-FUNZIONARI

Ai nobili-funzionari spettavano i rimanenti compiti amministrativi della città. Con i sacerdoti, i nobili avevano rapporti tutt’altro che amichevoli in quanto sono molte le lotte segnalateci.

MERCANTI

Vi erano poi i mercanti: infatti l’attività commerciale era favorita dalla buona rete di comunicazione sia terreste che acquatica (fluviale). Il commercio era un’attività fondamentale per i Maya e i mercanti esportavano ed importavano parecchi prodotti quali quelli agricoli come cacao, mais e fagioli, ma anche molti manufatti tipici locali in special modo tessili.

CONTADINI

Alla base della piramide sociale dei Maya si trovavano i contadini, questi erano divisi in vari clan a ciascuno dei quali veniva assegnato un appezzamento di terreno che avevano l’obbligo di coltivare per provvedere all’approvvigionamento alimentare sia dello stesso clan di appartenenza che di tutti gli altri strati sociali superiori (questi ultimi infatti non lavoravano la terra).

SCHIAVI

Ancora al di sotto dei contadini si trovavano gli schiavi (i quali non possono neanche essere considerati una classe sociale a causa dei trattamenti disumani) a cui venivano delegati i lavori più faticosi e umili come ad esempio il taglio di enormi parti di bosco, per lasciar spazio alla nuda terra sulla quale bisognava costruire, o la faticosissima lavorazione di pietra nelle cave o anche i lunghi trasporti di massi ed altri materiali molto pesanti.

 

Il gioco della Peloda

Questo "gioco" era considerato divinatorio dai Maya. I sacerdoti, quali intermediari con le divinità, interpretavano il futuro in base all'andamento della partita.

Il solo popol-vuh rimamane come unica fonte americana che va a ricordare l'antichissima origine ed il simbolismo del gioco della pelota. Il recinto del terreno di gioco, aveva la forma di una H ed era sovrastato da gradini e da muri di pendenza molto accentuata. Molto spesso il campo da gioco era orientato da nord a  sud , l'area di gioco andava a rappresentare il cosmo, mentre il sole veniva rappresentato dalla palla di cauciù.

Il gioco non aveva le stesse caratteristiche nelle varie aree geografiche, ma il più delle volte consisteva nel far passare la palla attraverso alcuni anelli di pietra della forma di serpente (potenze telluriche)  o di testa di uccello (potenze celesti), fissati a varie altezze.

Si giocava con due squadre che rappresentavano la luce e l'ombra ed ogni giocatore rappresentava una divinità, ornandosi con gli elementi che la contrastinguevano.Il gico era molto violento e i giocatori potevano toccare la palla solo con i fianchi, il ginocchio e il gomito destro.

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Il gioco della Palla - Immagine-

Molte fonti affermano che il capitano della squadra vincitrice veniva immolato al termine della partita, ma di certo non si conosce ancora la verità visto che si voleva simboleggiare il privilegio di salire al mondo cosmico. Il gioco era molto violento, e lo divenne ancor più quando grazie agli "invasori" tale gioco fu utilizzato per le scommesse.

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Ultimo aggiornamento: 26-04-04   Copyright © 2003 WebMaster:gguida